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Chirurgia dentale


Pubblicato il 2016-12-08


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    La chirurgia dentale riguarda interventi chirurgici quali: estrazioni dentali semplici e complesse, estrazioni dei denti del giudizio inclusi, resezioni apicali del dente, asportazioni delle radici residue dei denti e simili. In una parola, stiamo parlando di chirurgia orale. L’importanza della chirurgia orale sta nel suo tentativo di rimediare a delle situazioni anatomiche e biologiche sfavorevoli. Gli interventi di chirurgia orale sono completamente indolori e vengono eseguiti in anestesia locale.

    L’estrazione dei denti del giudizio: l’estrazione dei denti del giudizio è l’intervento chirurgico più comune. Per il loro posizionamento nella cavità orale e la conseguente difficoltosa igiene orale, sono spesso causa di dolore. Il dolore può verificarsi anche durante l’eruzione dei denti del giudizio, che può causare infiammazioni della gengiva circostante. Nel caso di gonfiore e dolore dei denti del giudizio e della gengiva circostante, di difficoltà nell’aprire la bocca e di febbre, visiti il dentista per curare il dente ed evitare in tempo ulteriori infiammazioni. Se una maggiore igiene orale non è sufficiente per la normale crescita del dente sano e se l’eruzione del dente del giudizio è complicata, il paziente avrà bisogno di sottoporsi all’intervento chirurgico per la sua rimozione. I denti del giudizio vengono estratti in anestesia locale. Durante l’intervento non si prova dolore, ma solo un po’ di disagio. L’intervento viene eseguito da uno specialista in chirurgia orale. Dopo l’intervento è essenziale pulire regolarmente la ferita per evitare infezioni. La sensazione di intorpidimento delle labbra o della lingua, così come la presenza di dolore e gonfiore post-operatorio, sono del tutto normali e non La devono spaventare. Il periodo di recupero è individuale e può durare dai 2 ai 10 giorni circa.

    Apicectomia: l’apicectomia riguarda la rimozione della parte apicale della radice del dente al fine di preservarlo e di prevenire la sua estrazione. L’apicectomia viene eseguita nei casi in cui un dente non può essere curato mediante trattamenti endodontici. La procedura riguarda lo scollamento della gengiva precedentemente incisa e l’esposizione della radice dentaria contenente il granuloma. In seguito viene rimossa la punta della radice insieme al granuloma e il canale radicolare viene chiuso con appositi materiali stomatologici.

    Corticotomia: la corticotomia comporta la rimozione della lamina corticale del dente permanente al fine di permetterne una più facile e veloce eruzione. Questo intervento viene eseguito nei casi in cui i denti sono presenti da qualche parte nella mascella superiore o inferiore, ma non sono ancora erotti e non sono visibili nell’arcata. La corticotomia è un metodo estremamente efficace perché accelera la crescita dei denti fino a quattro volte.

    Innesto osseo: l’innesto osseo è necessario nei casi di riabilitazione implanto-protesica, di inserzione di protesi comode, per motivi estetici e simili. Quando i denti vengono estratti, si riduce il volume osseo e le ossa perdono la loro funzionalità ed estetica. Per poter inserire gli impianti la mascella deve essere sufficientemente alta e larga. Nel caso in cui non lo fosse, occorre aumentare l’osso affinché l’impianto sia stabile. Per l’innesto si può utilizzare l’osso prelevato dallo stesso paziente, oppure quello fatto con materiali sintetici. Dopo il trapianto occorrono alcuni mesi per un’osteointegrazione completa.
    Rialzo del seno mascellare (Sinus lift): con il rialzo del seno mascellare si innesta o aggiunge volume osseo sopra la mascella superiore, nella cavità del seno. Così come la procedura precedente, anche questa viene eseguita per creare un volume osseo sufficiente per la stabilizzazione dell’impianto. Se vi è un piccolo volume osseo, è possibile effettuare in parallelo il rialzo del seno con l’inserimento dell’impianto. Nel caso di assenza dell’osso, ci vorranno 6-8 mesi per l’aumento del volume. Anche questo intervento viene eseguito in anestesia locale e ci vogliono solo due o tre giorni prima di poter riprendere le attività consuete.


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